MST
MST è l'acronimo che identifca le malattie sessualmente trasmesse.
Le malattie sessualmente trasmesse si possono evitare:
- Tanto minore sarà il numero di partner sessuali diversi quanto minore sarà il rischio di infezione.
- Quasi tutte le malattie sessualmente trasmesse possono essere evitate praticando sesso sicuro (utilizzando quindi il preservativo).
- Quasi tutte le malattie sessualmente trasmesse possono essere curate se la diagnosi e il trattamento vengono effettuati per tempo.
- Di seguito sono descritte le più comuni malattie sessualmente e i loro sintomi.
Clamidia
La clamidia è la malattia sessualmente trasmessa più comune e anche quella che si trasmette più rapidamente. È causata da un batterio chiamato Chlamydia trachomatis.
Le donne alle quali sia stata diagnosticata la clamidia possono infettare i neonati durante il parto. I sintomi appaiono solitamente una volta trascorsi 7 - 21 giorni dall'infezione e differiscono a seconda che il soggetto colpito sia uomo, donna o bambino.
I sintomi nell'uomo: Infiammazione dell'uretra (il condotto vescicale interno al pene), bruciore durante la minzione, perdite trasparenti dal pene e possibile prurito attorno all'apertura, dolore o indolenzimento dei testicoli.
I sintomi nella donna: Bruciore durante la minzione, perdite vaginali insolite, dolore provocato dall'infiammazione pelvica (malattia infiammatoria pelvica), dolore durante i rapporti sessuali e, in alcuni casi, sanguinamento nel periodo intercorrente tra due mestruazioni.
Herpes genitale
L'herpes genitale è una condizione virale estremamente contagiosa, provocata dal virus herpes simplex (HSV). Colpisce principalmente la pelle e le membrane mucose dei genitali e del retto, ma può manifestarsi anche in altre aree, quali ad esempio la bocca. Si trasmette principalmente tramite il contatto fisico e sessuale. Durante il parto, la presenza del virus herpes simplex sui genitali o nel canale del parto rappresenta un pericolo per l'infante. Nei neonati l'infezione può provocare meningite erpetica, viremia erpetica (particelle del virus dell'herpes presenti nel sangue) e infezione cronica della pelle. Solitamente i sintomi del virus dell'herpes simplex si manifestano una settimana dopo l'infezione, ma a volte il periodo d'incubazione dura più a lungo. Inizialmente la pelle si arrossa e compaiono numerose vescicole, contenenti un liquido trasparente di color paglierino. Prima del manifestarsi delle vescicole, l'individuo infetto può soffrire anche di sensibilizzazione cutanea, formicolio, bruciore o dolore nell'area in cui appariranno le vescicole. Successivamente le vescicole scoppiano, lasciando ulcere vuote e dolorose che si ricoprono di croste e guariscono in un periodo compreso tra 7 e 14 giorni.
La comparsa dell'infezione può essere accompagnata da altri sintomi quali: gonfiore e indolenzimento dei linfonodi nell'area inguinale; nelle donne, perdite vaginali e minzione dolorosa; negli uomini, possibile minzione dolorosa se la lesione si trova in prossimità dell'apertura dell'uretra, febbre.
Non esiste cura per il virus dell'herpes simplex; una volta infettati, i pazienti diventano portatori per il resto della loro vita. Esistono tuttavia alcuni rimedi in grado di ridurre la durata dell'eruzione. Inoltre, facendo attenzione ai sintomi iniziali ricorrenti (sensibilizzazione e formicolio della pelle), è possibile intervenire tempestivamente con farmaci a base di aciclovir (Zovirax compresse/sospensione), che possono impedire la comparsa delle vescicole.
Il modo migliore di prevenire la ricomparsa è quello di evitare il contatto diretto con le lesioni aperte. Le persone che soffrono di herpes simplex devono evitare i contatti sessuali quando sono presenti le lesioni attive.
Medicine



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